La sfilata Gucci Twinsburg, diretta da Alessandro Michele per Gucci, è stata una proposta ispirata alla storia personale dello stilista e al rapporto tra sua madre e la zia gemella. Michele ha esplorato il concetto di dualità, simmetria e riflesso attraverso una scenografia d’impatto, nella quale modelli gemelli hanno sfilato insieme creando un effetto visivo speculare che enfatizzava l’idea di identità identiche ma differenti.
La collezione ha mescolato riferimenti di epoche diverse, dalla sartoria anni Settanta fino alle silhouette oversize degli anni Ottanta, mantenendo l’estetica massimalista e barocca tipica del designer. Non sono mancati elementi provocatori e capi che giocavano sul confine tra intimità e spazio pubblico, ispirati sia all’eleganza sofisticata sia all’abbigliamento domestico.
La sfilata è stata accompagnata da una narrazione sulla duplicità e sui contrasti, presenti tanto nella scenografia quanto nelle stampe e negli accessori. Michele ha inoltre inserito riferimenti culturali e politici, con richiami al movimento LGBTQ+ italiano e dettagli simbolici legati all’identità e alla moltiplicazione.
Tra i pezzi più significativi sono emerse reinterpretazioni del qipao, il tradizionale abito cinese, insieme a look metallizzati e tessuti leggeri e vaporosi pensati per il red carpet, confermando Twinsburg come una delle sfilate più concettuali e teatrali di Gucci.
Tra i pezzi più significativi sono emerse reinterpretazioni del qipao, il tradizionale abito cinese, insieme a look metallizzati e tessuti leggeri e vaporosi pensati per il red carpet, confermando Twinsburg come una delle sfilate più concettuali e teatrali di Gucci.
Video: Gucci
Video: Gucci






































